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domenica 3 aprile 2016
Mediterraneo, lo specchio dell'Altro
Questo è il contributo degli studenti della 3^ classe di italiano del Liceo di Manouba (Tunisi), degli studenti della 2^A dell'IIS "Falcone-Righi" e degli insegnanti Hela Loukil Laroui e Giuseppa Conti con cui ho collaborato alla la realizzazione di un progetto promosso dal CIPMO, il Centro Italiano per la Pace in Medio Oriente, per favorire l'incontro, la conoscenza fra studenti e insegnanti delle scuole dei Paesi che si affacciano sulle sponde del Mediterraneo.
Gli studenti si presentano e incominciano la loro convivenza nella Città della Pace su un'isola del Mediterraneo dove ci sono
- la Via della Musica,
- la Via della Prosa e della Poesia,
- la Via del Cinema,
- la Via della Mostra di Immagini e Fotografie.
Si cucina per tutti al Ristorante del Mediterraneo, e ci si riposa, a missione compiuta, dopo aver visto un'ultima sfilata di moda, in una deliziosa casa colorata.
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domenica 17 gennaio 2016
Il caos siriano: Italia
Durante le vacanze invernali i miei studenti ed io abbiamo provato a mettere un po' di ordine nelle vicende attuali che riguardano la lotta allo Stato Islamico della Siria e del Levante. Ci siamo divisi i compiti, in modo tale che fossero analizzate le posizioni di ciascun protagonista della guerra in atto.
Quest'articolo è stato scritto da Valerio Guida.
I principali interessi italiani sono in Libia, per questo motivo la politica estera è segnata principalmente dalla soluzione del caos libico che è seguito alla caduta di Gheddafi nel 2011 (provocato dagli attacchi francesi, inglesi e italiani).
È stato siglato l’accordo per la nascita di una ampia coalizione di governo in Libia seguita alla Conferenza di Roma del 13 dicembre 2015, in chiave anti-ISIS che è attiva anche in Libia. I negoziati sono stati condotti dall’Italia, con il favore dell’ONU, degli USA e della Russia.
Invece l’Italia non ha raccolto l’esortazione di Hollande, dopo gli attentati del 13 novembre 2015 a Parigi, a bombardare la Siria, sebbene un contingente di mille soldati italiani sia stato inviato a difendere i lavori di un’azienda italiana ad una diga sul fiume Eufrate, la diga di Mosul, in Iraq ai confini con l’ISIS.
La preoccupazione maggiore del capo del governo è quella di stringere accordi economici:
- Matteo Renzi ha fatto una visita in Arabia Saudita, stringendo mani a sceicchi e principini (che hanno finanziato l'ISIS e che sostengono le milizie contro Bashar al Assad);
- l’Italia vende armi all’Arabia Saudita: la notizia risale alla mattinata del 19 novembre quando risulta essere atterrato a Riyad un cargo carico di bombe MK-80 fabbricate in Sardegna, partite nei giorni scorsi dall'aeroporto di Cagliari Elmas, si tratterebbe della seconda spedizione nel giro di tre settimane;
L'Arabia Saudita rappresenta uno dei principali clienti della nostra industria militare. Dalle relazioni inviate dal Governo alle Camere si ricava che nel quinquennio 2010-2014 la destinazione principale della vendita di armi è stata il Medio Oriente.
E se in Arabia Saudita sono violati i più basilari principi umani, poco importa. È rimasto inascoltato l’appello di Amnesty International per la sospensione da parte dell'Italia dell'invio di sistemi militari alle forze armate saudite e una chiara presa di posizione sulle violazioni dei diritti umani del governo saudita (mentre l’Unione Europea ha conferito il Premio Sakharov a un blogger saudita, condannato a 10 anni di carcere e a 1000 frustate per reato di opinione).
Si è già parlato di Siria, di Iran, di Turchia, di Iraq, di Arabia Saudita, di ISIS, di Hezbollah, di Francia e Gran Bretagna e Russia.
Gli altri protagonisti che saranno considerati nei prossimi post sono:
- Al Qaeda
- il popolo curdo
- USA
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