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giovedì 14 gennaio 2016

Il caos siriano: Siria


Durante le vacanze invernali i miei studenti ed io abbiamo provato a mettere un po' di ordine nelle vicende attuali che riguardano la lotta allo Stato Islamico della Siria e del Levante. Ci siamo divisi i compiti, in modo tale che fossero analizzate le posizioni di ciascun protagonista della guerra in atto.



Partiamo dunque dalla Siria, il cuore del problema.


Il paese non è ricco di risorse, ma si trova in posizione strategica fra i paesi ricchi di petrolio e l’Europa, e si affaccia sul Mediterraneo.

Al potere c’è Bashar al Assad, un alawita (una setta dello sciismo). Il suo governo è sostenuto dall’Iran sciita, dalla Russia di Putin che ha delle basi militari sulla costa siriana, l’unico affaccio sul Mediterraneo, e dagli Hezbollah libanesi.

Il paese, governato da uno sciita, è a maggioranza sunnita, e comprende anche il 10% di cristiani e la popolazione curda. Assad, al potere per discendenza, non è stato eletto e ha una forte opposizione interna sunnita. Egli ha represso nel sangue la rivolta siriana, inasprendo il confitto interno, scatenando una vera e propria guerra civile, che è ancora in corso, e che ha provocato l’esodo di 11 milioni di persone.

A fianco della ribellione sunnita della ‘primavera’ siriana si sono trovati l’Occidente con in testa gli USA, l’Arabia Saudita (e anche EAU, e Qatar) e la Turchia, che l’hanno sostenuta.

È in questo quadro caotico che nasce l’ISIS, lo Stato Islamico della Siria e del Levante, su un territorio a cavallo fra Siria e Iraq, che si propone di espandersi per rifondare la nazione araba, il califfato, cancellato dall’accordo Sykes-Picot. Tutti i paesi dichiarano di voler ostacolare questo piano, ma interessi particolari, divisioni interne e distinguo, di fatto, permettono la sua sopravvivenza.

Gli altri protagonisti che saranno considerati nei prossimi post sono:

  • Iran
  • Turchia
  • Iraq
  • Arabia Saudita
  • ISIS
  • Hezbollah
  • Francia
  • Gran Bretagna
  • Russia
  • Italia
  • Al Qaeda
  • il popolo curdo
  • USA

sabato 18 giugno 2011

I diritti degli omosessuali

 

Il video contiene due brevi brani, uno in apertura e l'altro in chiusura, del film "Fragola e cioccolato" del 1994, che affronta il tema del grave disagio sofferto dagli omosessuali a Cuba.

La discriminazione nei confronti degli omosessuali non conosce confini, ed è paragonabile a quella nei confronti dei Rom e dei Sinti, di cui parlo in un altro articolo di questo blog. Anche gli omosessuali sono stati inclusi nella campagna di sterminio nazista.

Le modalità con cui è esercitata la discriminazione verso gli omosessuali comprendono l'emarginazione, il pestaggio squadrista, la "rieducazione" psichiatrica, la "rieducazione" ideologica nei campi di lavoro, come descritto nel film che introduce questo post, la negazione dell'affettività da parte della Chiesa, la penalizzazione in alcuni Stati.

I link che ho indicato si riferiscono ad esempi singoli. Per comprendere il problema, probabilmente, basterebbe raccogliere una testimonianza di un omosessuale, a partire già dal vissuto in famiglia, a scuola, al lavoro.

Come conseguenza dell'atteggiamento omofobico di una maggioranza su una minoranza molto consistente (il 5% della popolazione complessiva secondo l'OMS, ma probabilmente è sottostimata), gli omosessuali spesso negano o nascondono la loro scelta sessuale. A partire dagli anni '70, prima timidamente, poi in modo sempre più imponente, si sono organizzate manifestazioni denominate Gay Pride (fierezza omosessuale), che obbligano la società a confrontarsi con il problema anziché rimuoverlo.

L'Euro-Pride del 6 giugno 2011 si è svolto a Roma, ha visto la partecipazione della popstar Lady Ga-Ga con un milione di persone provenienti da tutta Europa, in un clima molto festoso, ma senza nascondere che questa giornata è celebrata per combattere per i diritti dei LGBT (lesbiche - gay - bisessuali - transgendre).


Una sempre più diffusa cultura del rispetto della persona umana in tutte le sue espressioni ha portato alla risoluzione contro le discriminazioni basate sull'orientamento sessuale approvata dal Consiglio per i Diritti Umani dell'ONU.

"Il documento impegna le Nazioni Unite a preparare per la prima volta un rapporto dettagliato sui problemi e le sfide che lesbiche, gay, bisessuali e transgender devono affrontare per veder riconosciuti i loro diritti e quali soluzioni potranno essere adottate per la parità. Il rapporto dovrà essere preparato entro la fine dell’anno. La risoluzione chiede anche che sia formato un comitato per aiutare l’Alto Commissario per i Diritti Umani ad avviare un «dialogo costruttivo, informato e aperto sulle leggi» che discriminano gli omosessuali." (Via Il Post)

A conclusione una mappa che illustra i diritti degli omosessuali nel mondo.




Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo.

La struttura organizzativa delle Nazioni Unite.

Consiglio per i Diritti Umani
 

lunedì 25 aprile 2011

Popolazioni romani



Il video, con immagini e musica tratte dal film "Gatto nero, gatto bianco" di Emir Kusturica del 1998, introduce questo post, che non parla di gente di Roma, né di Romeni (il titolo può trarre in inganno), ma di zingari. Intanto qualche breve informazione (qui un racconto più ampio):

  • in Italia vivono circa 170 mila fra Rom e Sinti, la metà di loro ha cittadinanza italiana;
  • in Europa sono 10 milioni di persone, (36 milioni nel mondo intero) che vivono in maggioranza nei paesi balcanici;
  • non sono contadini, non sono quindi legati alla terra, ma non sono più un popolo nomade; la loro precarietà è soprattutto dovuta alle persecuzioni di cui sono stati e sono tutt'ora oggetto;
  • parlano il romani, di origine indiana, frammentata in una miriade di dialetti, a causa delle contaminazioni dei Paesi in cui hanno vissuto;
  • a lungo hanno mantenuto un'identità forte, basata sulla tradizione orale, ma non sono chiusi ai non-zingari, tanto da professare la religione del paese in cui hanno vissuto in modo più duraturo (alcuni sono cattolici, altri ortodossi, altri ancora islamici...);
  • tradizionalmente le attività svolte dai Rom-Sinti sono state quelle di musicisti, giostrai, circensi (le famiglie Orfei e Togni sono entrambe di origine Sinti), fabbri, commercianti di cavalli, lavoratori di metalli (molte di queste attività non sono più spendibili oggi);
  • non rubano i bambini (che idiozia pensarlo!).

La cartina mostra la diffusione dei Rom-Sinti in Europa.


Durante il nazismo sono stati oggetto di persecuzione, ma al successivo Processo di Norimberga non furono invitati a testimoniare e non fu riconosciuto ai sopravvissuti alcun risarcimento. Solo nel 1979 l'ONU ha riconosciuto agli zingari l'identità di popolo, mentre i nazisti l'avevano già riconosciuta nel 1938, per procedere alla loro sterilizzazione e al loro sterminio.

L'UE riconosce che "essi sono spesso vittime di discriminazione razziale e sociale, senza la parità di accesso ai servizi di istruzione, occupazione, alloggio e assistenza sanitaria" e per questo sono previsti dei progetti per sostenere l'inclusione dei Rom. Alcuni paesi europei, come la Spagna o la Germania, hanno attuato delle timide politiche di sostegno (alloggi, sussidi, offerte lavorative), mentre Francia e Italia procedono agli sgomberi e alle espulsioni.

In Ungheria si va oltre. Si organizzano ronde per proteggere la maggioranza magiara dal “pericolo zingaro”.

Questo vento che soffia dal passato ammorba l'aria. Le cose vanno male? Si cerca un capro espiatorio, fra i deboli, in barba alle dichiarazioni di principio.