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lunedì 18 maggio 2015

Argentina

Ho ripreso la storia dell'Argentina che avevo già pubblicato, e l'ho completata con le informazioni geografiche ed economiche. Uso queste diapositive per le lezioni in classe

venerdì 8 maggio 2015

Congo (Kinshasa)

La Repubblica Democratica del Congo, o Congo Kinshasa (ex Congo-Belga, ex Zaire) nel racconto di Alessio.

Un vero successo la slide sui bonobo :-)

giovedì 30 aprile 2015

Sudafrica

Continua la rassegna degli Stati: il Sudafrica raccontato da Mattia

domenica 26 aprile 2015

Egitto

In classe i miei studenti si stanno avvicendando nella presentazione di singoli Stati.
Questo è l'Egitto raccontato da Sara

domenica 16 giugno 2013

Breve (molto breve) storia dell'Argentina

N.B. - È presente un nuovo post sull'Argentina: sono diapositive che ampliano la descrizione di questo paese. Possono essere mostrate anche a schermo intero.

Colonizzazione


All'inizio del 1500, approdarono in quella che sarà chiamata poi Argentina (Terra Argentea, ricca d'argento) Juan Diaz de Solis e Sebastiano Caboto, e poiché navigavano per la Spagna quella terra divenne colonia spagnola.

La maggior parte delle terre apparteneva alla corona spagnola, ai latifondisti, laici ed ecclesiastici (quest'ultimi avevano circa 1/3 di tutte le terre). Il latifondo costituì l'ossatura economica dell'Argentina per molto tempo. Gli indigeni erano impiegati nel lavoro della terra e nelle miniere. I contadini liberi erano occupati soprattutto nell'allevamento (gauchos).


Indipendenza

A causa delle tasse gravose pretese dalla madrepatria, e prendendo come esempio la guerra di indipendenza condotta dagli Stati Uniti nei confronti dell'Inghilterra, i creoli, discendenti degli europei ma privi di reale potere, proclamarono l'indipendenza nel 1816, che difesero vittoriosamente su una Spagna ormai indebolita anche in Europa. Lo stato federale vero e proprio nacque nel 1853.


All'indipendenza non seguì una grande crescita, come avvenne per gli Stati Uniti, perché qui non esisteva una classe borghese-capitalista, tuttavia l'incremento delle esportazioni verso l'Europa rese l'Argentina uno stato florido, e soprattutto, bisognoso di manodopera e per questo fu favorita ampiamente l'immigrazione, soprattutto contadina. Molti italiani, a varie ondate, raggiunsero questo paese in cerca di fortuna (fra gli altri, Giuseppe Garibaldi nel 1831, che incontrò qui la sua Anita (Ana Maria de Jesus Ribeiro da Silva). L'immigrazione italiana si interruppe soltanto durante il fascismo, ma poi riprese.

Industrializzazione

La svolta verso l'industrializzazione si ebbe a partire dall'ascesa al potere di Juan Domingo Perón, eletto nel 1946, che nazionalizzò una grande quantità di industrie strategiche in mano a capitali stranieri, e promosse lo sviluppo di un'industria leggera volta soprattutto al mercato interno, e contemporaneamente, favorì la redistribuzione del reddito promuovendo l'associazionismo sindacale (se si producono merci è indispensabile che ci siano anche acquirenti!).


Il personaggio di Evita Peron è stato celebrato dal film interpretato da Madonna.
Qui la canzone più famosa Don't cry for me, Argentina nella versione di Joan Baez

Nel 1947, con l'attivismo della moglie Evita, molto popolare in Argentina, introdusse il suffragio universale per le donne. Perón contava, infatti, sul forte legame fra lui e il popolo, grazie al forte carisma suo e di sua moglie. Tale politica, economicamente progressista, non era gradita alle oligarchie del paese, che riuscirono ad estrometterlo: la riduzione delle riserve valutarie da una parte, e quindi una situazione economica meno florida, e l'approvazione della legge a favore dell'aborto, che gli costò nel 1955 la scomunica da parte della Chiesa, destabilizzarono il suo potere e andò in esilio, accolto dalla Spagna di Franco, per evitare lo scoppio di una guerra civile.

Seguì per l'Argentina un ventennio di grande instabilità: la coesione sociale favorita dal peronismo, in mancanza del leader, portò alla frammentazione delle tante correnti all'interno del partito. Le difficoltà interne furono accentuate da una grave siccità che provocò gravissime difficoltà economiche. Il paese provò ad affidarsi nuovamente a Perón.

Nel 1973 si tennero in Argentina le elezioni generali ma anche se a Perón fu impedito di concorrere, gli elettori votarono come presidente un suo sostenitore peronista di sinistra che però si dimise nel luglio dello stesso anno, spianando la strada a nuove consultazioni. Così Perón tornò al suo paese natale e vinse la tornata elettorale divenendo di nuovo nell'ottobre del 1973, affidando alla sua terza moglie Isabel, che era stata una cantante e ballerina di night club, il ruolo di vicepresidente.

Dopo un anno Perón morì improvvisamente di infarto cardiaco, senza essere riuscito ad affrontare i gravi problemi del paese. Gli succedette la moglie Isabel, che era completamente impreparata ad affrontare la guida di un paese, e si affidò a consiglieri della destra del partito peronista. Durante questo periodo, nel tentativo di soffocare la rivolta sociale contro le gravissime condizioni economiche, appoggiò una cruenta repressione.

Giunta militare


Frammento del film "Garage Olimpo". La tortura al tempo della giunta militare.

Nel 1976 Isabel fu deposta con un golpe, e il potere venne assunto da una giunta militare capeggiata da Jorge Rafael Videla. Questo è uno dei periodi più oscuri della storia dell'Argentina. Decine di migliaia di persone, sospettate di appartenere ad organizzazioni che si ritenesse potessero svolgere una qualsiasi attività che interferisse con la politica della Giunta, furono arrestate, portate in centri clandestini di detenzione, dove vennero torturate e poi eliminate, caricandole su aerei e poi gettandole in mare ancora vive (raccontato nel film "Garage Olimpo", di Marco Bechis). Nessuna traccia. Scomparsi. Desaparecidos, come dicono le Madri di Plaza de Mayo, che continuano ancora a manifestare davanti al palazzo del governo, la Casa Rosada di Buenos Aires, in Plaza de Mayo, perché la memoria dei loro figli non sia cancellata.


Alla ricerca dei figli dei desaparecidos

Alcune donne fra gli scomparsi erano gravide, ed è stato accertato che prima di farle sparire i militari abbiano aspettato che partorissero e fatto adottare i loro bimbi da famiglie vicine alla Giunta. Dei 500 bambini nati in quel periodo, un centinaio sono stati rintracciati. Le Nonne di Plaza de Mayo, non si stancano di cercarli.


Un documentario sulla guerra della isole Falkland-Malvinas

Fra il 1981 e il 1983 si susseguirono altri governi militari, e l'ultimo intraprese a scopo propagandistico la scellerata avventura della guerra per la riappropriazione delle isole Falkland/Malvinas. La sconfitta contro la Gran Bretagna portò alla caduta dell'ultimo generale, e il ripristino dei diritti civili e della democrazia.

Ritorno alla democrazia

Il primo presidente eletto dopo il periodo della dittatura, il moderato Raúl Alfonsín, promosse il processo contro i militari golpisti. L'epoca della presidenza di Alfonsin è segnata da una crescente inflazione. Numerose manifestazioni di protesta lo costrinsero alle dimissioni.

Il grande saccheggio


Documentario argentino sulla svendita del Paese


Alle elezioni del 1989 fu eletto Carlos Menem. Uno dei suoi primi atti come presidente fu la concessione della grazia a tutti i politici del precedente governo responsabili del sanguinoso fenomeno dei "desaparecidos", nel nome della riconciliazione. Abbracciò una politica economica di stampo liberista, che, dopo un primo periodo di crescita economica, portò al default l'Argentina. Le cose non migliorarono con i successivi presidenti, fino all'elezione di Nestor Kirchner, nel 2003.

La ripresa

Il nuovo presidente condusse una lotta molto incisiva alla corruzione che dilagava nel paese, ottenne una dilazione dal Fondo Monetario Internazionale per il pagamento del debito, e durante il suo mandato l'economia argentina conobbe una nuova stagione positiva. Destituì i vertici militari compromessi col vecchio regime, impose che i responsabili degli omicidi della giunta golpista fossero processati e condannati (il 22 dicembre del 2010 l'ex capo della Giunta militare argentina, Videla, è stato condannato all'ergastolo per omicidi e torture. È morto in carcere il 17 maggio di quest'anno.).

Dal 2007 il paese è guidato dalla moglie di Nestor Kirchner, Cristina. E le cose non vanno molto bene...

domenica 19 giugno 2011

L'uranio del Niger, un caso emblematico



Il video che introduce questo post è stato girato in Niger dagli attivisti di Greenpeace, attorno alla miniera di uranio di Akokan, per dimostrare che, a causa dell'attività estrattiva, nell'ambiente ci sono livelli di radiazioni ionizzanti che la popolazione deve sopportare molto al di sopra dei limiti consentiti dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, l'OMS; un disastro ambientale che la francese Areva, responsabile degli scavi, ha dovuto ammettere.

L'Areva è uno dei colossi impegnati non solo nell'estrazione della materia prima, ma anche nella costruzione delle centrali nucleari che dissemina in tutto il mondo, e con la quale il governo italiano aveva un accordo perché fossero edificate anche nel nostro Paese. Grazie all'esito del Referendum del 12-13 giugno 2011, abbiamo scongiurato questa eventualità.

La mappa mostra la localizzazione delle miniere di uranio di Arlit e di Akokan, rispetto alla capitale, Niamey.


Le attività economicamente rilevanti del Niger sono la produzione di arachidi e l'estrazione di uranio, entrambe destinati all'esportazione. La popolazione vive con un'economia di sussistenza con ricorrenti crisi legate alla siccità, dato che il paese include una parte del deserto del Sahara e una parte del Sahel. Solo la parte meridionale possiede la vegetazione più abbondante della savana.

Gli indici di sviluppo di un paese possono essere misurati

  • con i dati economici, ad esempio, col PPA*, pari a 600\$ del Niger, contro i 31.200\$ dell'Italia;
  • con dati demografici, il più significativo dei quali è la mortalità infantile, pari a 116.66‰, contro i 5.51‰ dell'Italia;

*PPA = è il Prodotto Interno Lordo Pro Capite e si tratta di un dato medio annuo, che non tiene conto delle disuguaglianze all'interno della popolazione, ma è commisurato al potere d'acquisto della moneta, quindi confrontabile con quello dell'Italia.

Se la cosa non avesse risvolti tragici, mi verrebbe da dire che viviamo in un mondo bizzarro. Questo paese, il Niger, è uno degli ultimi al mondo a causa della povertà, pur essendo uno dei maggiori esportatori di uranio, una risorsa ambitissima dall'Occidente. Perché?

Perché i nigerini non sapevano nemmeno di averla questa ricchezza, e poi non avrebbero saputo nemmeno che cosa farsene. Il loro problema è l'acqua.

Dunque, arriva una società straniera, francese (c'è l'opzione del paese ex colonizzatore), finanzia le ricerche, compra la concessione per lo sfruttamento del giacimento, estrae la materia prima e paga una percentuale sulle risorse estratte.

Chi incassa? Il governo, che amministra le ricchezze dello stato. Chi è al governo? Wikipedia raccoglie alcuni elementi della travagliata storia politica del paese. In sintesi si tratta di gruppi di potere, che si arricchiscono personalmente e che spendono una buona parte degli introiti in armi per difendere il loro potere. A un gruppo se ne può sostituire un altro, ma la sostanza non cambia. L'importante è la compiacenza nei confronti della Francia, in modo che possa continuare lo sfruttamento delle risorse, in cambio di briciole.

Premesso che ritengo che l'energia nucleare non sia una buona fonte di energia, in ogni caso, se le cose andassero per il verso giusto, la società che sfrutta l'uranio del Niger (o qualsiasi altra risorsa) avrebbe dovuto mettere al servizio le proprie tecnologie per farvi arrivare l'acqua, per permettere lo sviluppo di un'agricoltura che consenta di sfamare la popolazione.

O forse l'acqua ha un costo maggiore dell'uranio? Un paese che fornisce uranio al mondo non può ricevere in cambio acqua. Chi decide i prezzi?

In uno dei prossimi articoli sarà affrontato questo interrogativo.



Link:

L'inchiesta di Greenpeace in Niger
Breve scheda riassuntiva sul Niger
Indici di sviluppo
Storia del Niger
 

martedì 26 aprile 2011

25 anni fa, Chernobyl




Era il 1985 quando Michail Gorbaciov divenne segretario del Partito Comunista sovietico. Le sue parole d'ordine erano perestrojka e glasnost', ristrutturazione e trasparenza. Quando scoppiò il reattore della centrale nucleare di Chernobyl, in Ucraina, il 26 aprile del 1986, l'incidente fu tenuto nascosto. Nessuna trasparenza, dunque. Un'enorme quantità di radiazioni invisibili si alzarono nell'atmosfera e si mossero trasportate dai venti nei cieli d'Europa. Poi, inevitabilmente, la notizia si diffuse.

A seguito dell'incidente 350 mila persone furono evacuate dalla zona, e fu costruito un sarcofago di cemento per sotterrare il nucleo.

Oggi i livelli di radioattività sono ancora elevati, l'area è tuttora interdetta e il sarcofago all'interno del quale c'è il nucleo ancora attivo sta cedendo, ma ancora non sono stati reperiti i fondi per una nuova copertura. La stima delle vittime è controversa (4mila?, 60mila?, 6milioni?). Si tratta del più grave incidente nucleare occorso.



Lo scenario politico in Ucraina nel frattempo è completamente cambiato. Diventata indipendente nel 1991 dopo il dissolvimento dell'URSS, mostra più interesse verso l'Europa comunitaria e la Nato che non verso la Russia, da cui dipende, però, per l'approvvigionamento energetico.

Aggiornamento giugno 2014


Questa doppia attrazione dell'Ucraina fra Russia e Unione Europea ha provocato una profonda crisi nel Paese. Quando il presidente ucraino Yanukovich ha scelto la Russia vi sono state imponenti manifestazioni a favore dell'ingresso nell'UE culminati prima negli scontri di piazza che hanno causato numerose vittime, e infine la caduta e la fuga del presidente stesso. Qui la cronaca degli eventi.



Le popolazioni russe della Crimea e dell'Est del Paese non hanno accettato il cambiamento politico, sobillate e sostenute da Mosca provocando gravi scontri.

In Crimea un referendum ha determinato il distacco della regione e la sua annessione alla Russia (gli interessi della Russia in Crimea sono altissimi: basi navali e giacimenti di carbone).

A tutt'oggi è ancora aperta la crisi delle regioni orientali dell'Ucraina.


giovedì 21 aprile 2011

Islanda



Vi ricordate quei giorni in cui gli aeroporti restarono bloccati a causa dell'eruzione di un vulcano islandese dal nome impronunciabile? Eyjafjallajökull. Era l'aprile del 2010. Le ceneri emesse avrebbero potuto danneggiare i velivoli, e questo consigliò la cancellazione dei voli in Europa. Un vulcano silente per 190 anni che si è risvegliato improvvisamente.

L'Islanda è un'isola geologicamente molto interessante: come si osserva dal bel filmato, essa rappresenta la parte emersa della Dorsale Medio-atlantica, una catena di vulcani, per il resto sottomarini, che costituisce la cicatrice dei margini di accrescimento del fondale dell'Atlantico.

La ricchezza di energia termica proveniente dal sottosuolo è sfruttata per la produzione di energia elettrica, acqua calda per il riscaldamento, per usi domestici e per le colture in serra dove si coltivano ortaggi e fiori. Di tutto un po'. Gli islandesi usano pochissimo le fonti non rinnovabili di energia.

Una curiosità che ho appreso leggendo un blog, Islanda oggi (che consiglio di visitare in modo approfondito), a proposito delle serre è che, a causa dell'alta latitudine, nelle lunghe notti invernali viene accesa la luce e che, nelle altrettanto lunghe giornate estive, vengono messe delle tendine oscuranti. Le piante autoctone sono ben adatte al ritmo circadiano della natura islandese, non gli ortaggi.

Clima freddo, certamente, quello islandese, ma mitigato lungo le coste meridionali dalla Corrente del Golfo. Le belle immagini del video che segue raccontano il paesaggio dominato dalla tundra. Sono anche visibili le fantastiche luminosità di un'aurora boreale.


L'Islanda non fa parte della UE anche se, dopo essere stata travolta dalla crisi finanziaria del 2008, ha presentato richiesta di adesione.

Breve scheda relativa all'Islanda




Aggiornamenti del 26 aprile 2011:

Splendide immagini di aurore boreali dall'Islanda

Dall'Islanda energie rinnovabili per l'Europa.



Aggiornamento 25 agosto 2011:

Un modo diverso per affrontare la crisi: